Danimarca
PortogalloAutore: Leonardo Ferrari — Esperto di calcio, specializzato in multipli tornei internazionali
La Danimarca ha rialzato subito la testa dopo il ko di Oslo contro la Norvegia (2-3), superando il Galles (2-0) nel secondo turno. Ora però davanti c'è la selezione che ha alzato l'ultima edizione della Nations League: il Portogallo di Jorge Jesus, partito con il piede giusto e a punteggio pieno dopo due giornate. Le vittorie lusitane, però, hanno raccontato due storie diverse: una costruita con il dominio, l'altra con la sofferenza e il cinismo. Per i padroni di casa è l'occasione per agganciare gli avversari in classifica, mentre agli ospiti basterebbe un successo per allungare e mettere una seria ipoteca sul primo posto del girone.
Le prime due uscite hanno detto che la selezione scandinava sa rendersi minacciosa con continuità nella metà campo avversaria, ma paga ancora qualche incertezza di troppo in fase di non possesso. A Oslo è rientrata da uno svantaggio di due reti con le firme di Damsgaard e Højlund, ma ha subito le ripartenze norvegesi sulle fasce e non è riuscita a limitare Haaland. Contro il Galles, invece, la solidità è cresciuta: più ordine senza palla e vittoria conquistata anche grazie alla rete di Isaksen. Il reparto offensivo non dipende da un singolo, ma il problema principale resta la transizione negativa: quando i danesi perdono il pallone, la copertura è lenta e gli avversari trovano praterie per ripartire.
Di conseguenza, contro il Portogallo è probabile che lo staff tecnico scelga un approccio più prudente. La Danimarca proverà a chiudere le linee di passaggio centrali, evitare di avanzare in massa e indirizzare gli attacchi avversari verso le corsie laterali, dove lo spazio si riduce. In fase di possesso, l'idea sarà cambiare ritmo in fretta: servire Damsgaard con rapidità e cercare Højlund alle spalle della difesa. È un piano che nasce dalle evidenze delle prime giornate: la squadra di Riemer è pericolosa soprattutto quando attacca in velocità, mentre soffre quando concede campo dopo un errore in costruzione.
Il problema è che gli infortuni hanno assottigliato le alternative e i ripescaggi d'emergenza non risolvono tutto. La perdita di Andreas Christensen pesa sull'uscita del pallone da dietro, mentre l'assenza di Bah toglie una vera alternativa sulla destra: Anton Goei, chiamato in fretta e furia, parte come riserva. Dorghu non c'è, e con lui se ne va la spinta sulla corsia mancina. Hanno lasciato il ritiro anche Dolberg e Grønbæk. Riemer ha richiamato Skov Olsen e Nartey, ma in attacco mancano collaudati automatismi. Con il terzo impegno in otto giorni, la scarsa profondità della rosa pesa più del solito.
Sei punti in due partite, ma con interpretazioni opposte. Contro il Galles (1-0) il Portogallo ha pressato alto, chiuso gli avversari nella loro metà campo e prodotto diverse occasioni, salvo poi rischiare fino al fischio finale per una serie di errori sotto porta. A Oslo (2-1) la musica è cambiata: i lusitani hanno difeso a lungo e creato solo 0.87 xG, mentre i norvegesi hanno prodotto 2.88. Eppure, la squadra di Jesus ha punito gli spazi lasciati in transizione e João Félix, ancora una volta, ha trovato la zolla giusta al momento giusto: per lui secondo gol consecutivo. La nuova gestione non ha ancora trovato un controllo stabile del match contro avversari di livello, ma ha già mostrato un'identità duttile: sa essere dominante e sa essere cinica in ripartenza.
Jesus ha rinunciato al terzo centrocampista centrale, preferendo un playmaker di rottura e un uomo più avanzato tra le linee. Ecco perché Félix e Bruno Fernandes contano così tanto: il primo si muove tra gli spazi prima dell'area, il secondo parte largo ma accentra il suo raggio d'azione per aiutare la manovra. Il risultato è una superiorità numerica in mediana, aspetto che contro la Danimarca può fare la differenza: i padroni di casa, infatti, hanno già mostrato crepe quando le linee si allungano.
La rosa profonda dà a Jesus più soluzioni a partita in corso. Bruno Fernandes ha smaltito l'infortunio e si allena senza limitazioni. Anche il ballottaggio in attacco è una risorsa: dopo aver schierato Ronaldo dall'inizio contro il Galles, in Norvegia lo ha tenuto in panchina per tutti i novanta minuti e Gonçalo Ramos ha deciso con il gol della vittoria. La scelta del centravanti modella l'attacco: con CR7 c'è un riferimento fisso in area e più cross da sfruttare; con Ramos si guadagna movimento, pressione e profondità.
Danimarca (4-2-3-1): Jörgensen – R. Christensen, Andersen, Provstgaard, Mæhle – Hjulmand, Højbjerg – Isaksen, Damsgaard, Daramy – Højlund
Indisponibili: A. Christensen, Dorghu, Dolberg, Grønbæk, Stage, Osula, Jensen, Nørgaard (infortunati), Eriksen (escluso dalla lista).
CT: Brian Riemer
Portogallo (4-1-3-2): Diogo Costa – Cancelo, Dias, Veiga, Mendes – R. Neves – Trincão, Vitinha, B. Fernandes – Félix, Ronaldo
Indisponibili: A. Silva, Nunes, Semedo, Samu Costa, Guedes (fuori lista), Conceição (in dubbio).
CT: Jorge Jesus
Il fischietto ucraino non è certo un tipo accomodante. Dal 2023, nelle gare di nazionali, Balakin ha distribuito in media 4,5 ammonizioni a partita. Con un occhio di riguardo per le squadre di casa: in sei match internazionali, solo una volta gli ospiti hanno ricevuto più cartellini gialli dei padroni di casa.
Il Portogallo ha esattamente le armi per colpire i punti deboli della Danimarca. A Oslo i padroni di casa hanno sofferto le ripartenze avversarie dopo i propri errori, e la squadra di Jesus è piena di giocatori rapidi pronti a punire quegli spazi. Gli infortuni riducono ulteriormente le opzioni di Riemer in tutti i reparti, mentre la panchina lusitana garantisce ritmo anche nella ripresa, elemento decisivo in una settimana fitta di impegni. C'è poi il fattore storico: i danesi hanno perso quattro delle ultime cinque sfide contro questa avversaria. Il consiglio è quindi di puntare sulla vittoria del Portogallo a quota 2.08.
Sul fronte dei gol: la Danimarca ha incassato tre reti dalla Norvegia e ha mostrato evidenti difficoltà sulle transizioni difensive. Il Portogallo, con Félix che si infila tra le linee e ha segnato in entrambe le uscite, può colpire proprio in quelle situazioni. L'assenza di Andreas Christensen complica la costruzione danese e aumenta il rischio di palloni persi in zone delicate. Inoltre, i lusitani hanno dimostrato di saper segnare sia con il possesso prolungato sia con attacchi più diretti. Per questo, l'indicazione è sull'individuale over 1.5 del Portogallo a 1.90.
Il pronostico della redazione ha finalità puramente informative e non va inteso come una raccomandazione concreta. Ogni utente deve fare la propria analisi prima di decidere una scommessa.
Danimarca4-2-3-1
Portogallo4-1-3-2Per la partita di Nations League tra Danimarca e Portogallo, la mia previsione punta sui calci d'angolo over 9.5. Il totale dovrebbe essere superato con sicurezza.
Per la partita di Nations League tra Danimarca e Portogallo, la mia previsione punta sui calci d'angolo over 9.5. Il totale dovrebbe essere superato con sicurezza.
Il match si gioca il 1° ottobre 2026 alle 20:45.
Il pronostico suggerisce la vittoria del Portogallo a quota 2.08. Si indica anche l'over 1.5 gol del Portogallo a 1.90.
Sono infortunati Andreas Christensen, Bah, Dorghu, Dolberg, Grønbæk e altri. La rosa è ridotta e Riemer ha richiamato Skov Olsen e Nartey.
Il Portogallo ha una rosa profonda, giocatori in forma come João Félix e Bruno Fernandes, e sa colpire le debolezze difensive della Danimarca. Inoltre, ha vinto entrambe le prime partite.
La Danimarca soffre nelle transizioni difensive: quando perde palla, la copertura è lenta e gli avversari trovano spazi. Gli infortuni riducono ulteriormente le opzioni.